Dermatite da pannolino, come si manifesta, come si cura e come si previene

dermatite da pannolino

La dermatite da pannolino, anche detta eritema da pannolino o irritazione da pannolino, è un’infiammazione dell’epidermide del neonato che può rivelarsi con arrossamenti e gonfiori cutanei molto fastidiosi, localizzati, proprio nella zona del pannolino, solitamente sulle natiche o sui genitali. Solitamente compare nei primi 15 mesi di vita. Il periodo in assoluto più a rischio va dal nono al dodicesimo mese. Il bambino con la dermatite da pannolino è sofferente, pertanto, specie in occasione del cambio del pannolino, tende a piangere e a lamentarsi.

La guarigione della zona colpita, solitamente, avviene nel giro di pochi giorni con dei semplici rimedi, salvo che non si incappi in qualche infezione batterica o fungina.

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla dermatite da pannolino

Dermatite da pannolino: cause

Le cause dell’insorgere di questo problema nel bambino molto piccolo, possono essere molteplici, ma la più comune è l’irritazione provocata dal ristagno prolungato di feci e urine all’interno del pannolino, che dovrebbe essere cambiato tempestivamente.

Anche l’alimentazione gioca il suo ruolo, poichè nel momento in cui il bambino varia la propria alimentazione, cominciando ad assumere cibi solidi, produce feci di consistenza diversa e, ovviamente, in maggiori quantità, che possono irritare la pelle molto delicata delle natiche.

Un’alimentazione sbagliata della madre può incidere in negativo per i bimbi allattati al seno; se la madre assume determinati alimenti, è possibile che il bebè produca feci irritanti.

Un’altra causa dell’insorgere di irritazioni potrebbe essere i materiali di cui sono costituiti i pannolini stessi o alcuni detergenti che utilizziamo per il loro lavaggio, qualora si faccia uso di pannolini lavabili.

Altre cause della dermatite da pannolino possono essere:

  • Una proliferazione batterica o fungina: natiche, cosce e genitali sono luoghi ideali per la proliferazione di funghi e batteri, grazie all’ambiente caldo – umido che li caratterizza. I pannolini rendono queste regioni anatomiche ancor più vulnerabili, in quanto, a contatto con la pelle, aumentano il calore e il tasso di umidità locali. Le zone più a rischio sono le pieghe cutanee. Nel caso si verifichino episodi di febbre, insonnia, o compaiano vesciche pus, o il rush cutaneo si estenda anche a cosce e genitali, è opportuno far visitare il bambino dal proprio pediatra e farsi indicare i medicinali più adatti alla situazione.
  • Una pelle molto sensibile: i bambini che soffrono anche di dermatite atopica (o eczema atopico) hanno una pelle particolarmente sensibile e più facilmente irritabile. Uno strofinamento continuo dei pannolini o dei vestiti sulla pelle del bambino. L’irritazione cutanea da sfregamento è dovuta, di solito, a pannolini troppo stretti o a vestiti aderenti.
  • Un’assunzione di antibiotici: l’organismo umano fornisce ospitalità e nutrimento ad alcuni batteri, detti “buoni”, che ricambiano il favore impedendo ad altri microrganismi, come per esempio la candida, di proliferare. La somministrazione di antibiotici per la cura di un’infezione batterica in atto non discrimina tra batteri “buoni” e batteri “cattivi” (cioè infettanti) e uccide entrambi, indiscriminatamente. In simili circostanze, la penuria di batteri “buoni” favorisce la moltiplicazione fungina. Questo stesso processo avviene sia quando l’antibiotico è assunto dal bambino, sia quando viene assunto da una madre che allatta ancora al seno.

Dermatite da pannolino: come rimediare?

Oltre a cambiare frequentemente il pannolino e a mantenere secca e pulita la pelle del bambino, il genitore può anche applicare una crema particolare, a base di ossido di zinco, per la quale non serve alcuna prescrizione medica.

La crema all’ossido di zinco (o pasta all’ossido di zinco) cura e previene in modo efficace l’irritazione, pertanto sia medici che farmacisti ne caldeggiano l’utilizzo. L’unico suo inconveniente è legato al fatto che, una volta applicata, non permette alla pelle di respirare e ricevere aria come in condizioni normali. Nelle farmacie, è possibile acquistare diversi prodotti contro l’arrossamento cutaneo, tuttavia non tutti questi preparati sono indicati per un bambino piccolo. Infatti, i prodotti che contengono acido borico, canfora, fenoli, benzocaina o salicilati sono tossici per gli individui sotto una certa età, di conseguenza vanno evitati. Inoltre, nel caso in cui la dermatite da pannolino è complicata da infezioni di tipo fungino o batterico, oltre ai sopraccitati rimedi, si rendono necessari dei farmaci specifici, come gli antinfiammatori, gli antifungini e/o gli antibatterici. In questi casi, il medico potrebbe prescrivere:

  • Idrocortisone: l’idrocortisone è un corticosteroide. I corticosteroidi sono dei potenti antinfiammatori, cioè farmaci che agiscono contro l’infiammazione. L’uso topico dell’idrocortisone è indicato quando l’arrossamento cutaneo si è fatto grave e non accenna a migliorare. La sua applicazione prolungata è pericolosa e può avere diversi effetti collaterali, pertanto se ne raccomanda l’utilizzo solo ed esclusivamente su indicazione del medico.
  • Antifungini a somministrazione locale: gli antifungini vengono fatti assumere quando si ritiene sia in corso un’infezione da funghi; questi medicinali, infatti, distruggono specificatamente la membrana cellulare micotica. Per somministrazione locale, s’intende che questi farmaci vanno applicati direttamente in corrispondenza della zona interessata. Di solito, sono sotto forma di crema. Il loro utilizzo deve avvenire solo su prescrizione medica.
  • Antibiotici a somministrazione locale o per bocca: gli antibiotici vengono prescritti quando l’infezione in atto è di tipo batterico. Come detto per gli antifungini e i corticosteroidi, il loro utilizzo deve avvenire solo su prescrizione medica.

Dermatite da pannolino: come prevenirla

Cambiare spesso il pannolino: ogni pannolino sporco va prontamente sostituito con uno pulito.

  • Risciacquare il sedere del bambino, dopo ogni cambio di pannolino: a ogni cambio del pannolino, è bene lavare accuratamente con acqua le natiche, le cosce e i genitali. Non usare, per alcun motivo, salviette detergenti, perchè in genere contengono alcol.
  • Asciugare accuratamente le natiche, i genitali e le cosce: quando si asciugano le zone lavate, non bisogna strofinare, perchè questo potrebbe irritare la pelle delicata del bambino. In passato, veniva utilizzato il borotalco per le sue ottime capacità assorbenti. Oggi, invece, è sconsigliato dai medici perchè l’inalazione, da parte del bambino, potrebbe irritare i polmoni.
  • Non stringere troppo il pannolino: i pannolini troppo stretti irritano e non fanno respirare la pelle. Per far circolare l’aria, è meglio non stringerli troppo.
  • Arieggiare natiche, cosce e genitali, togliendo il pannolino: bastano pochi minuti diverse volte al giorno. Il momento migliore per togliere il pannolino è durante i pisolini. Se si vuole evitare che il bambino sporchi la culla o il lettino, è possibile coprire le lenzuola con un asciugamano.
  • Lavare accuratamente i pannolini in tessuto lavabile: il lavaggio va fatto con detergenti appropriati, privi di alcol o altre sostanze irritanti.
  • Applicare regolarmente la pasta all’ossido di zinco: tale consiglio è particolarmente adatto ai bambini con pelle delicata e che tendono a soffrire di dermatite da pannolino.

Attenzione, è molto importante lavarsi accuratamente le mani. Il mancato lavaggio può comportare la diffusione di infezioni batteriche o fungine.

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